La lezione dell'Oceano

Marco Scalia di spalle davanti al mare al tramonto, immagine simbolica della nascita della Scuola delle Onde e della filosofia tra surf e arti marziali

Il Rumore del Mare, il Silenzio del KWOON: Come ho imparato a non annegare 🌊🥊

C’è un momento preciso, quando sei sulla tavola e aspetti l’onda, in cui tutto sparisce. Non senti più il freddo, non senti la fatica delle braccia che hanno remato fino a lì. Senti solo il battito del tuo cuore e il respiro.

Se sbagli il tempo, l'onda ti trascina giù. Se provi a combatterla con la forza bruta, ti schiaccia sul fondo. Devi scivolare con lei. Devi diventare parte di quel movimento.

Ho capito tardi che quel momento è esattamente lo stesso che vivi un secondo prima che l’arbitro dia il via a un match o prima di entrare in pedana per una gara. E oggi voglio raccontarti come sono arrivato a capire che la mia vita non era divisa tra il mare e il tatami, ma che i due mondi erano, in realtà, la stessa identica cosa.

Quando il respiro era una lotta

Marco Scalia durante un combattimento di Kung Fu negli anni 80, fase iniziale del percorso nelle arti marziali

Molti vedono un istruttore e pensano: "Lui è nato forte". Io no. A 6 anni, la mia prima vera gabbia era il mio corpo: avevo gravi problemi respiratori e alimentari. Non gareggiavo per una medaglia, mi allenavo per farmi venire fame, e per  riuscire a fare un respiro profondo... per poter ridere senza aver paura.  

È stato Bruce Lee a indicarmi la via. Attraverso il Kung Fu e il Wushu ho imparato a domare i miei polmoni, a trasformare la debolezza in una disciplina che mi ha portato, quasi senza che me ne accorgessi, sul tetto d'Europa nel 1994. Ma la lezione più dura doveva ancora arrivare.

Marco Scalia da giovane nel dojo durante gli anni di formazione nel Kung Fu e nel Wushu

Il Wipeout: Quando tutto si ferma

Nel surf, il wipeout è quando cadi e l’onda ti travolge. Il mio wipeout è arrivato nel 2001, sotto forma di un infortunio che ha spezzato la mia carriera agonistica. Improvvisamente, non ero più il campione. Ero solo un ragazzo di vent’anni che doveva reinventarsi.  

In quegli anni di silenzio, lontano dalle gare,  dopo un fisiologico smarrimento fisico ed emotivo  mi sono rifugiato nel mare. E lì, guardando l'orizzonte, ho capito che non dovevo smettere di essere un guerriero, dovevo solo cambiare il modo di esserlo. Ho iniziato a studiare il Sanda, la lotta, le MMA. Non cercavo più lo scontro, cercavo la fluidità.Ho aperto la mente ! Cercavo quel concetto di "Be Water" che Bruce Lee predicava, ma che io stavo finalmente sentendo sulla mia pelle, e anche tra le onde del mare.

La nascita di un’idea: Lo Yin e lo Yang

Marco Scalia seduto sulla tavola da surf al tramonto, momento contemplativo legato alla nascita della Scuola delle Onde

La Scuola delle Onde è nata in quei pomeriggi passati a guardare il mare. Ho capito che un fighter deve essere come un'onda: capace di una forza distruttiva e aggressiva, ma anche di una calma assoluta e di una pace interiore profonda. È lo Yin e lo Yang: la tigre che scatta e l’airone che plana.  

Se sei un giovane atleta, forse oggi ti senti come se stessi lottando contro la corrente. Ti senti frustrato perché un allenamento non va o perché un infortunio ti rallenta. Voglio dirti che fa parte del viaggio. Anche l'onda più lunga  nasce da un’increspatura nell'oceano.

Cosa troverai qui

In questa serie di racconti non ti venderò un abbonamento. Ti racconterò come ho unito i puntini. Ti parlerò di come la "Surf Attitude" può salvarti la vita quando sei sotto pressione e di come la disciplina del tatami può renderti un uomo migliore anche quando sei fuori dalla palestra.  

Perché, alla fine, siamo tutti surfisti in cerca della nostra onda perfetta. E la parte più bella non è cavalcarla, ma tutto quello che impari mentre la aspetti.

Ma di come si impara a leggere "la corrente" prima di un colpo, ne parleremo nel prossimo racconto. Sei pronto a restare al largo con me?

Marco Scalia

Marco Scalia mentre cavalca un’onda in surf, simbolo della filosofia Be Water e dell’approccio della Scuola delle Onde

Condividi

Aggiungi un commento