Allenamento della forza con sovraccarichi negli Sport da Combattimento. I° parte

Da: Alessio - Categoria: Preparazione Atletica Rss feed
Dopo l’articolo precedente in merito all’utilizzo della corsa come mezzo allenante specifico negli sport da combattimento, con il breve articolo di oggi mi premeva toccare un altro dei grandi temi che aleggia nelle palestre: l’allenamento della forza con sovraccarichi negli sport da combattimento.
 
Per ragioni di praticità divideremo questa chiacchierata in tre parti (una breve introduzione all’argomento, le differenti fasi che compongono la struttura annuale dell’allenamento e infine le differenze nell’allenamento della forza e della potenza) così da evitare una trattazione unica estremamente lunga e impegnativa alla lettura.
Come per il tema trattato l’ultima volta, anche quest’ultimo si lega inevitabilmente a quella periodizzazione dell’allenamento che tanti fa dannare.
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Per rinfrescare un po’ la memoria sui concetti cardine della stessa e senza dilungarci eccessivamente ci basti dire che sicuramente la forza come capacità condizionale deve essere un aspetto da tenere in considerazione nella fase di pianificazione della stagione agonistica, ma questa deve essere sviluppata secondo mezzi dapprima generali (proprio come nel caso della corsa lunga lenta), e in seguito con mezzi e SOPRATTUTTO CARICHI adeguati e specifici.
La specificazione sui carichi deriva anch’essa dalla mia esperienza da atleta e da allenatore; in questi anni e purtroppo quasi settimanalmente vedo atleti cercar di allenare la forza o la potenza/esplosività con metodologie sbagliate sia dal punto di vista ideologico sia della scelta dei carichi. Mi spiego meglio: vien logico da notare come se si studia una parola di inglese al mese non si imparerà a parlare bene inglese nemmeno dopo 10 anni in quanto la frequenza dello studio è eccessivamente bassa; lo stesso concetto vale per l’allenamento della forza. Facendo allenamenti scriteriati saltuariamente l’unica cosa che alleniamo è la nostra idea di star diventando più forti, e questo spiega il perché ritengo che gli allenamenti di alcuni atleti siano carenti sotto l’aspetto ideologico o per meglio dire metodologico.
Gli aspetti importanti da chiarire sono quindi quali esercizi e quali carichi adoperare, concetto che apparentemente genera confusione generale nei fighter, e come avviene l’allenamento della forza e della potenza in ambito sportivo.
In tutti gli sport da combattimento, ma più in generale in moltissimi sport dove si richiede di performare azioni esplosive, l’allenamento di tale qualità andrebbe ricercato dapprima con un aumento dei livelli generali di forza nella fase di preparazione generale e attraverso mezzi non specifici e in secondo luogo dedicandosi prettamente alla potenza con carichi sicuramente inferiori a quelli adoperati in precedenza e con mezzi via via più affini al gesto motorio specifico della propria disciplina per quanto riguarda tempi esecutivi e angoli articolari ricercati.
 
Di seguito il breve schema può aiutare la visualizzazione dei passaggi chiave:
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Concludendo e ricongiungendoci anche all’articolo precedente, risulta molto importante la comprensione degli atleti ma soprattutto degli allenatori di quali siano le diverse fasi di cui si compone la periodizzazione dell’allenamento e soprattutto quali siano i mezzi più indicati per la specifica disciplina, così da evitar di assistere ad allenamenti potenzialmente pericolosi per la salute dei fighter stessi e spesso inutili al fine di conseguirne un miglioramento della prestazione sportiva.
 
Dopo questa breve infarinatura, proseguiremo in modo più specifico e tecnico nel prossimo articolo e come direbbe Michael Bublè: The Best Is Yet To Come…
 

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